Indie-eye.it

“La Batteria” è un “esordio” potente e ricco di idee, lontanissimo dalle trappole dell’imitazione citazionista, costruisce l’ipotesi di una musica di genere, smarginando confini e riferimenti, mescolando il deserto western con le città a mano armata, Astor Piazzolla con il funk più urbano, il groove con il post rock ante litteram firmato The feed-back; in fondo il miglior meltin’pot per il Jazz più vivo e divertente tra quelli disponibili.

 

Rockit.it

Questo esordio arriva dunque in un momento in cui c’è grande fame di progetti di questo tipo, e a questa fame La Batteria risponde con un menù da dodici portate, tutte da leccarsi i baffi. Resta solo da sedersi a tavola.

Starving Daughters

Vinyl Impressions

I was quite blown away, I mean  I mostly care about old classic library and soundtrack records but this record is that good, that it deserves our attention.

Romasuona.it

Non si tratta di un’operazione di mero covering dei temi dei compositori di quegli anni, risuonati con un sound simile, ma con risultati meno efficaci, ma si tratta di un recupero dei timbri, degli arrangiamenti, delle forme, dei suoni, degli strumenti degli anni 70 cinedelici e poliziotteschi applicati a composizioni proprie.

Rocktrip Reviews

Il 2015 inizia con un gran disco italiano, che ricerca nella tradizione il modo di riappropriarsi di certi contesti sonori e stilistici a noi congeniali, toccando livelli realmente altissimi. Disco di quelli destinati a rimanere nella nostra memoria di appassionati attenti alle cose belle, questo esordio de La Batteria non può mancare nelle vostre collezioni: siamo di fronte ad un autentico gioiellino. Il bottino messo a segno da quelli de La Batteria è cospicuo: “Stecca para pe’ tutti”, direbbe Il Libanese.

Rumore

La Batteria, stringe ora il testimone di quei suoni mostrandosi fedele alla musica che fu ricostruendola con scrupolo filologico.

 

Extra! Music Magazine

Oggi forse un’operazione del genere è meno rischiosa ma non per questo va bollata come revival o ‘tarantinata’. Perché quelli de La Batteria non avranno inventato nulla, ma alla fine – oltre a scriverla – bisogna pur saperla suonare, musica come questa. E loro lo fanno alla grande.

Huffington Post Blog

Per capirci e senza che nessuno si offenda per la maestosità del paragone, i quattro romani hanno fatto con le musiche dei film dei polizieschi degli anni ’70 e ’80 quello che Quentin Tarantino ha fatto con le stesse pellicole.

 

Blow Up

Ogni pezzo ha in sé due, tre suggestioni cinematografiche diverse, incrocia i generi, sovverte le regole, e così facendo rivendica il primato della musica sulle immagini di un film che forse nel nostro cinema non c’è mai veramente stato.

 

Audioreview

Il gruppo ha elaborato una fascinosa, convincente opera di dodici episodi strumentali per quarantasette minuti che rimandano a scenari del passato, senza nascondere l’omaggio – numerose e gustose le citazioni esplicite e seminascoste – ma anche evitando sfacciati ricalchi.

Brescia Oggi

La Batteria, nuovo quartetto di veterani della scena romana, riparte da lì, da un mondo di suggestioni cinematografiche d’antan riprocessate per la modernità in questo straordinario disco d’esordio, sorta di soundtrack virtuale noir-funk nel quale lo spettro di influenze del gruppo arriva fino a Moroder: ascoltare Formula per credere.

 

Sound Color Vibration

There isn’t a single song that misses the mark, reflecting the cross-over modes of brilliance Italy had become known for in their cultural acceptance of many other people. Small shades of funk and other branches of the American sound find a place on the 12-track self-titled, bringing together musicians at the top of their game and ready to explore a body of work with so many possibilities left.

Alias/Il Manifesto

Mandolini, chitarre classiche, Hammond, Fender Rhodes, wha wha a ricalcare il sound dei polizieschi e degli spaghetti western. Non sono certo i primi a riproporre queste sonorità, ma lo fanno con assoluta credibilità.

Sunburnsout.com

Envisagé à l’origine comme un catalogue de sons pour une librairie musicale, l’album convainc paradoxalement par son absence d’unité, créant, par son graphisme, sa pochette, un mouvement hypnotique complètement baroque et qui embrasse magistralement le vaste champ des « musiques de genre », l’équivalent nébuleux et vaguement sulfureux de la série Z au cinéma.

Il Fatto Quotidiano

Vocabolario, grammatica, grafica, luoghi e strumentazioni obbediscono ad una rigorosa logica “vintage” ma il risultato pulsa di energia e stile.

 

Distorsioni.net

Un’operazione intelligente che riesce a coniugare lo spirito di leggerezza, freschezza e arrangiamento di quegli anni, in cui l’intuizione e l’attitudine sperimentale andavano a sopperire la povertà dei mezzi o esigenze di immediatezza a volte difficilmente conciliabili con il buon gusto e con la ricercatezza. In questo l’Italia ha veramente saputo fare scuola.

 

Musicalt.it

Le sonorizzazioni delle colonne sonore che spopolarono in Italia negli anni ’60 e ’70, a partire da Morricone, Nicolai, Cipriani e da gruppi come i Goblin sono qui modernizzate ma allo stesso tempo senza perdere l’egregia padronanza degli strumenti dell’epoca e l’effetto è stupefacente.

Sentireascoltare.com

E La Batteria, ripetiamo, nella sua naturale eterogeneità di fondo, viaggia che è un piacere tra lande goblinesche ( e umori sudamericani da (non)tango (Incognito), funkettoni groovey che sanno di poliziottesco (Vigilante,Manifesto) o di sixties-sound (Espresso), per un esordio che toccherà molti cuori. E non solo di library music addicted.

Autopoietican.blogspot.it

Un muestrario de musicalidades y atmósferas llevaderas, concebidas y armadas con una mentalidad sanamente ecléctica y un perfecto sentido de la elegancia. Esperemos que no se trate de su único disco

Chromatique.net

Dans l’esprit de Rome de Danger Mouse et Daniele Luppi, La Batteria rend hommage avec ce premier album aux musiques de films italiens des années soixante et soixante-dix […] Complément idéal à Rome, et peut-être plus authentique que celui-ci, La Batteria devrait emporter l’adhésion de tout cinéphile amoureux des bandes originales autant que des amateurs d’instruments vintage.